VIII. UN CULO ASCIUTTO È LA PRIMA RESPONSABILITÀ DI UN GENITORE.
Ce lo ricordano anche le promozioni al supermercato.
VII. RICORDATI DI SANTIFICARE RAYMOND SCOTT.
Sappiatene di più, qui. (Grazie a Glauco per il prezioso consiglio.)
VI. RICORDA A TUO FIGLIO CHE ANCHE IL BABBO HA DIRITTO ALLE SUE SODDISFAZIONI.
V. INIZIARE CON LE LETTURE GIUSTE
Questo si commenta da solo, non oso aggiungere nulla.
IV. SEGNALARE LA PRESENZA DI UN BAMBINO IN AUTO (A OGNI COSTO)
Che siate genitori oppure no, sarete senz’altro al corrente di un’usanza diffusa secondo la quale il babbo o la mamma appiccicano sul lunotto posteriore della propria auto un segnale di pericolo con disegnini cretini. Iniziamo dal più classico: il triangolo adesivo della Chicco o affini regalatoci dal farmacista nelle varianti “BIMBO” o “BEBÈ a bordo”.
Già questo era inguardabile e stava bene solo su una Ritmo dell’87, affiancato da Padre Pio in plastica cromata sul cruscotto, cornetti e quadrifogli penzolanti dallo specchietto retrovisore (più recentemente sostituiti da un cd bruciato dal masterizzatore), cuscini ricamati all’uncinetto sui sedili posteriori. Nostalgico, direte voi. Ma magari ci si potesse fermare qui: assistiamo oggi all’avvento della totale “castomizzazione” anche in questo settore del mercato, con risultati a dir poco avvincenti: eccovene alcuni, scelti per benino.
1. Siccome quando sono fermo al semaforo non ho mai un cazzo da fare, potrei voler sapere come si chiamano i tre figli di quello che guida davanti a me (anche se poi, puntualmente, sbirciando dentro l’abitacolo vedrò solo una persona al volante con più di trent’anni – quanto meno il segnale dovrebbe essere rimovibile):
2. Preferite ostentare il vostro orgoglio nazionale? Ho quello che fa per voi:
3. l’Italia non va bene? Eccovi accontentati (adoro i simboli forti del potere, tutti insieme):
4. Qualcosa in 3D potrebbe dissuadere lo spericolato di turno dal farvi la fiancata – in realtà se vedessi una cosa simile penso che mi verrebbe voglia di sbatterci contro subito, invece:
5. Ultimo grido: la magliettina con gruccia e ventosa, un must-have:
…e ce ne sarebbero svariati altri, che non pubblico per non rovinarvi il gusto di cercare quello più adatto a voi e alla vostra creatura.
Altra cosa che ignoravo è che ‘sti affari esistessero pure per gli animali:
A quando “COGLIONE AL VOLANTE” ?
III. INSEGNATE AI VOSTRI FIGLI IL SACRO VALORE DELLA PUNTUALITÀ.
Il mercato degli smartphone e affini sta facendo di tutto per vendere ciò che non serve, e questo si sa. Da convinto possessore di iPhone quale sono, non avrei mai e poi mai potuto perdermi l’applicazione indispensabile per ogni gravida: iPregnant. Avete presente quando accompagnate la vostra donna dal ginecologo o dall’ostetrica e loro tirano fuori quella specie di ruota di cartoncino che calcola la data di presunta nascita del bambino/a? Bene, roba vecchia.
II. COLTIVA IL TUO MINI-ADULTO.
Se sentite nel vostro profondo di non essere stati abbastanza viziati da piccoli, questo è il momento giusto per andare sopra le righe. Ricordate che il bambino nei primi due anni di vita è un mero oggetto da esibire (a volte lo rimane a lungo, anche oltre l’università): qualunque cosa gli imponiate non ne avrà memoria per rinfacciarvelo. Dunque carte di credito alla mano e via con il mini-shopping. Che cosa ne pensate del mocassino Gucci con fibbietta in oro? E del ciuccio in oro bianco e diamanti? E del triciclo old-style con inserti in legno e pelle (che costa come una bici da corsa professionale)? Da non perdere poi il mercato delle mini-Ferrari in scala ridotta ma funzionanti – dove non si specifica solo la destinazione infantile, ma anche la più generica “per persone di bassa statura”. Dove ci si augura che l’idiozia dell’adulto possa avere qualche limite, quella dell’adulto-con-denaro non ne conosce.
State per diventare padri e la cosa vi crea qualche perplessità? Vi sentite impreparati e poco virili per lo scopo? Fate fatica a smettere di essere voi i bambini? Avete il terrore che tra vent’anni vostro figlio vi chieda di diventare tronista? O che vostra figlia inizi a uscire con il Trota, ormai viscido quarantenne? Niente paura: tra pochi mesi dovrò pensare ad essere il miglior padre di sempre, perciò ho deciso di condividere con voi le mie ricerche nel campo della puericultura più estrema, rivoluzionaria, futuribile, sintetizzate in una serie di brevi ma imprescindibili istruzioni corredate da un’immagine di supporto (è risaputo: i veri uomini preferiscono i libri con le figure). Ecco la prima.
I. ABITUARLO FIN DA SUBITO AGLI IMPREVISTI.
Da circa un decennio l’ultimo grido in fatto di intrattenimento infantile all’aperto è rappresentato dai cosiddetti giochi gonfiabili. Se n’è visti di tutte le fogge, prevalentemente di ambientazione medievale, sportiva o fantasy, coloratissimi e divertentissimi. Ma visto che i castelli e le fatine non bastano più per bambini che a sette anni cantano come adulti e hanno il blackberry, che cosa c’è di meglio di una grande sciagura del Novecento per temprare il carattere del vostro piccolo eroe mentre voi vi ingozzate di salamine alla festa dell’oratorio?













