distillerie


I giorni contati
24 luglio 2011, 13:45
Filed under: Fatti, Musica, Persone

Mi dispiace che sia morta. Si può dire quel che si vuole sul fatto che fosse una squilibrata, drogata, alcolizzata, annichilita dalla celebrità, ma a me ispirava simpatia e la sua voce aveva qualcosa di speciale. Anche se non ha inventato nulla ed è stata condotta verso un successo spietato da qualche scaltro produttore discografico, mi sarebbe piaciuto vederla crescere come artista – probabilmente una speranza da lei stessa già abbandonata da tempo.

Tristezza. Ma la cosa più triste sarà assistere nei prossimi mesi alla sua consacrazione mediatica definitiva, quando fino a una settimana fa faceva notizia ormai solo per gli episodi di stalking ai danni dell’ex-marito.

Non amo i necrologi, perciò voglio sottoporvi questa piccola ricerca condotta su scala ristretta (i nomi potrebbero essere molti di più), in cui al posto degli anni sono riportati i giorni di vita di musicisti famosi. Forse aiuta a capire come in fondo la longevità sia un fatto piuttosto relativo, per i personaggi che hanno fatto storia.

Sid Vicious: 7938

Buddy Holly: 8184

Tupac Shakur: 9221

Scott LaFaro: 9225

Giovanni Battista Pergolesi: 9569

Nick Drake: 9655

Kurt Cobain: 9906

Brian Jones: 9987

Jim Morrison: 10069

Janis Joplin: 10120

Jimi Hendrix: 10157

Amy Winehouse: 10174

Tim Buckley: 10362

Luigi Tenco: 10539

Jeff Buckley: 11151

Elliott Smith: 12494

John Lennon: 14670



Qualora non fosse chiaro.
21 luglio 2011, 13:05
Filed under: Comunicazioni varie, Luoghi, Oggetti

Che cosa ci fa una targhetta del genere sotto i portici, a quattro metri d’altezza dal suolo? Forse da quelle sporgenze esce acqua quando si allaga il bagno a quelli che abitano sopra?



Ricercare – luglio 2011
21 luglio 2011, 02:27
Filed under: Citazioni, Comunicazioni varie, Faceto, Fatti, Persone

Punzecchiato nell’orgoglio dal più recente post di Trivigante, mi sono messo di buzzo buono a setacciare le ultime statistiche e son pronto a rilanciare la sfida. Decisamente l’occupazione migliore quando non si ha molto da scrivere (o non si ha ancora sonno).

- Un saggio individuo desidera sapere che fine ha fatto l’irresistibile famiglia di negretti televisivi e ha cercato i robinson oggi.

- Lo stesso saggio individuo, attanagliato dalla frenesia di trovare informazioni sulla suddetta famiglia, non ha resistito e ha svelato convulsamente il motivo della sua ricerca: i personaggi da vecchi dei robinson.

- Un vero fedele si deve riconoscere fin dal retro della sua autovettura (o camion), perciò cerca il miglior padre pio adesivo in commercio.

- Un altro fedele cerca una vera grappa da estasi, la quale – se esiste – non potrà che essere prodotta presso la premiata distilleria padre pio.

- Una devota al medesimo santo cerca requie nell’epifania su cotone, auspicando segretamente “quote rosa” anche tra i santi moderni: cerca uncinetto padrea pio (sic).

- Di arte brutta in giro ce n’è molta, ma dubito che chi la produce la definisca tale.

- Capisco che sia un nome quasi impronunciabile e di conseguenza difficile da scrivere, ma almeno avresti potuto ricordarti dell’esistenza della barra spaziatrice: baronevonrichthofen.

- Mi si stringe il cuore a pensare che nostra figlia ci sia stata recapitata da una povera cicogna stanca.

- Alla nutrita cricca di voyeuristi sadomaso con velleità pianistiche (ricordate rachmaninov mani?) si aggiunge ora uno sparuto gruppetto di nichilisti dell’organologia: godono come pazzi guardando foto di pianoforti distrutti.

- Immaginare marco parente angelo biondo rischia di farmi perdere il sonno per più di una notte.

- Un’idea-regalo carina per il prossimo Natale: personalizzare magliette con i mestieri.

- Lo sospettavo, sono la stessa persona: scaruffi “alex ross”.

- Un poverello non ha un computer: come lo trovi allora su internet?

- Don’t try this at home: applicazione di ventosa ostetrica.

- distillerie mereghettiecco perché scrive recensioni sempre più brutte, ha evidentemente cambiato lavoro.

canzoni distillerie sabato: libere associazioni freudiane.

- Qualcuno ha salvato nell’ardisc l’introvabile e coloratissimo manifesto pubblicità cornetto più gusto?

- Uomo con poche certezze (e scarsa perizia nella concordanza degli aggettivi) vuole consolarsi con una decalcomania personalizzata: scritta fernando adesivo.

- Donna sola di Arzignano cerca su internet deliziosi ombrelini di cotone fatti a mano. Forse sarebbe bene farla incontrare con Fernando Adesivo.

- C’è una branca della storia che studia la fine dell’Ottocento analizzando le affermazioni più cool di quel periodo: seconda rivoluzione industriale frasi moda. Se ne conoscete, insegnatemele per favore. Sono stanco di dire “cribbio” e “cazzo di buddha”.



Back to the future
16 luglio 2011, 00:17
Filed under: Citazioni, Fatti, Luoghi, Oggetti

Quest’uomo merita molta stima. Ha parcheggiato la sua DeLorean DMC-12 del 1981 in un autosilo di Padova, e io l’ho immortalata.

Vi assicuro che fa un certo effetto, specie se le vicende di Doc Brown e Marty McFly hanno riempito i vostri pomeriggi spensierati quando avevate dieci anni. E avete sognato almeno una volta che una delle vostre macchinine Bburago in scala 1/24 fosse una DeLorean.

Fu l’unico modello prodotto: malgrado la celebrità conquistata grazie al film, l’azienda fallì nel 1985, e di quest’auto furono prodotti meno di 10000 esemplari. Forse non era una gran macchina per la vita reale, ma per viaggiare nel tempo non ne esistono certo di migliori.



Scaruffi on Eno
15 luglio 2011, 12:09
Filed under: Citazioni, Musica, Persone

Cito Scaruffi che, a sua volta, cita Eno. Ad ogni modo, leggiamo con attenzione.

«Il filo contorto dell’esperienza musicale di Brian Eno segue in realtà un percorso coerente, che dal consumo porta all’avanguardia.

Eno rifiuta l’appellativo di “musicista” e preferisce quello di “manipolatore di sistemi”. La ragione sta in una radicale revisione del concetto stesso di musica che, parafrasando le sue stesse parole, può essere spiegato con questo paragone.

Alle origini era convinzione comune che la fotografia servisse soltanto ad ottenere ritratti a prezzi economici, e infatti i fotografi pasticciavano le fotografie in maniera tale che alla fine il loro lavoro assomigliasse a quello di un pittore, degradando volutamente la fedeltà del loro mezzo. Analogamente i primi film erano commedie teatrali, e di fatto un film non era altro che la versione itinerante di una commedia. In musica qualcosa di simile accadde quando venne inventato il disco: il potere commerciale del disco consisteva nel fatto che tutti potevano ascoltare Caruso senza doverlo andare a sentire alla Carnegie Hall.

In tutti questi casi gli operatori del settore impiegarono del tempo prima di rendersi conto che il loro mezzo poteva anche essere usato in maniera peculiare alla sua struttura, sfruttandone appieno le potenzialità. E’ proprio ciò che sta accadendo nella musica: oggi si possono registrare delle musiche che non solo non hanno nulla a che vedere con ciò che viene eseguito dal vivo, ma addirittura musiche che non potrebbero mai essere eseguite dal vivo, musiche che in natura non possono esistere. La “musica” è in realtà qualcosa di molto diverso da ciò che si è inteso finora: è quella “scatola nera” che sta fra lo studio di registrazione dell’”autore” e l’hi-fi dell’”ascoltatore” (ammesso che questi termini abbiano ancora senso).

Parte integrante del progetto è la teoria “ologrammatica” della musica. Il fatto suggestivo dell’ologramma è che, se lo si spezza, ogni singolo frammento conserva l’immagine completa (anche se meno precisa), a differenza della fotografia che perde una parte di immagine se se ne strappa un pezzo. Nell’ologramma l’intera immagine è scolpita sull’intera superficie, cosicché la parte più minuscola contiene ancora l’informazione del tutto. Osservando un dipinto di pittura astratta si ha la stessa impressione: ogni frammento produce la stessa sensazione dell’insieme. Così anche con le commedie dell’assurdo (Beckett): ogni singola scena, al limite ogni singola battuta, convoglia lo stesso messaggio dell’intera piece. In entrambi i casi non cambia nulla se si toglie un frammento a caso. Eno applica la stessa strategia alla musica: ogni brano, al limite ogni pattern, dovrebbe contenere l’informazione dell’intero disco. E a questo punto poco importerebbe quali e quanti brani o pattern vi sono registrati.

Con la figura del “non-musicista” Eno ha in realtà inventato la figura del compositore elettronico moderno. Ha modificato lo standard del compositore in maniera che potesse essere una persona qualunque e ha reso il sintetizzatore artisticamente rispettabile.

Eno è anche importante in quanto rappresenta l’epitome dell’artista indipendente: non ha un complesso, non tiene concerti, non cerca scritture con le case discografiche, lo strumento di cui è virtuoso è il tape-recorder, lavora da solo nel suo studio di registrazione privato. Tutta la musica indipendente discende da lui.

Partito da fonti tanto lontane fra loro quanto la psichedelia, il music-hall e la musique concrete, Eno è pervenuto ad una sintesi storica e geniale di avanguardia e sottocultura pop. Dalla world music alla new age non c’è genere dell’avanguardia che non debba qualcosa (o tutto) a lui».

Per quanto mi riguarda dovrebbe essere il manifesto del musicista contemporaneo. Qui il link originale dove si può leggere l’intera scheda.

 



Cy Twombly (1928-2011)
6 luglio 2011, 10:52
Filed under: Fatti, Persone

 



l’inglese come non l’avete mai imparato
6 luglio 2011, 10:34
Filed under: Citazioni, Confessioni non richieste, Luoghi, Oggetti

Ben due settimane di vacanze e pigrizia generale.

A bordo piscina in un campeggio di Castiglione della Pescaia (Gr) ho trovato questo. Della serie se semo capiti.




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